Museo di Piadena

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Una presentazione

Il Museo di Piadena è il museo archeologico di riferimento per la parte orientale della provincia di Cremona. Presso questa istituzione infatti sono confluiti i materiali archeologici rinvenuti in un territorio - quello del Piadenese,
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del Casalasco e aree circostanti - che ha sempre rivestito un fondamentale ruolo nella storia delle ricerche archeologiche. L’importanza delle sue raccolte archeologiche nasce essenzialmente dall’incontro fortunato di due fattori positivi: la ricchezza di rinvenimenti del territorio e la precocità delle ricerche archeologiche nel piadenese, le prime indagini risalgono infatti alla seconda metà del XIX secolo. Il Museo di Piadena offre al visitatore un ricco quadro del popolamento umano del territorio dal Paleolitico Superiore all’Alto Medioevo, ma sono i reperti e i risultati delle indagini sui siti del Neolitico Antico (VI millennio a.C) ad aver reso celebre Piadena nella letteratura archeologica specifica e nella storia delle ricerche.

Con l’individuazione della Cultura del Vho di Piadena, infatti, si è aggiunto un tassello al quadro del popolamento antico della Pianura Padana e importanti informazioni sulle modalità di vita delle prime comunità agricole arrivate a stanziarsi nel centro della pianura padana. Particolare interesse rivestono anche le indagini su due abitati palafitticoli dell’età del Bronzo: quello dei Lagazzi (inserito nel 2011 nel sito seriale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO) e quello, di alcuni secoli posteriore, del Castellaro del Vho. L’età del Ferro è rappresentata dai ritrovamenti celtici di alcune sepolture in Campo Costiere e della Necropoli della Latteria Sociale di Piadena. Si presenta molto ricca anche la sezione dedicata a Bedriacum, piccola cittadina di epoca romana oggi situata nel territorio della vicina Calvatone e in origine strategicamente situata lungo la via Postumia: in museo sono visibili i pregiati reperti provenienti dalla Domus del Labirinto.

Alla sede storica del Museo, ospitata nel convento dei Gerolamini, che accoglie anche la sede comunale, si è recentemente aggiunta una nuova ala realizzata in un edificio di recente ristrutturazione, di proprietà della Fondazione Myriam e Pierluigi Vacchelli. I due edifici sono uniti in un unico percorso espositivo, che è in corso di progressivo riallestimento. Il museo, aperto al pubblico nel 1960, nacque al fine di conservare la straordinaria ricchezza archeologica del territorio piadenese e casalasco, già noto nell’800 per una serie di importanti rinvenimenti. Da allora le collezioni si sono arricchite grazie alle numerose campagne di scavo dirette sul territorio da soprintendenza, università e musei. Integrati nell’esposizione vi sono anche i materiali della Collezione Locatelli, di proprietà civica.


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